Marcello Lippi: “Il Mondiale? Ripartiamo da ora”
Marcello Lippi parla dei Mondiali 2010 sottolineando che per la Nazionale Italiana inizia proprio dalla prossima partita contro la Slovacchia.
Il Ct della Nazionale Marcello Lippi, a seguito della partita con la Nuova Zelanda terminata con il risultato di 1-1, ha deciso di strigliare i suoi. Subito dopo la partita con la Nuova Zelanda, gli azzurri sono tornati ad allenarsi sul terreno del South Downs College di Centurion, con in campo anche gli infortunati Buffon e Pirlo. Il Ct ha fatto un lungo discorso ai giocatori, analizzando gli errori commessi, e poi ha diviso la squadra in due gruppi. Sulla situazione dell’Inghilterra secondo cui Capello ha dichiarato che i suoi giocatori hanno terrore del Mondiale, Marcello Lippi ha commentato:
“Ecco, è esattamente quello che non voglio succeda a noi. Dobbiamo pensare che il nostro mondiale comincia ora. Ho letto che aumento la confusione in campo, ma io ho sempre fatto tanti cambi nella mia carriera. Quando va bene dite che tiro fuori la soluzione dal cilindro, quando male che ho fatto confusione. E se non faccio nulla, che ho assistito inerme alla disfatta”.
Di seguito il Presidente della Federcalcio fa le sue considerazioni in merito:
“Ho parlato e visto Lippi questa mattina, la convinzione di andare avanti è tanta. La dobbiamo portare avanti perché ci crediamo. Trovo naturale che ogni tifoso reclami giocatori che non ci sono, ma non c’è un salvatore della patria. Il salvatore te lo fa un Pallone d’Oro, non un giocatore che non ha dimensione internazionale o una esperienza internazionale poco esaltante”.
E comunque, aggiunge:
“Sono fiducioso perché penso che la Nazionale meriti fiducia e penso che in qualche modo saremo in grado di andare avanti e fare meglio. Non solo perché la fiducia in questi casi è un dovere, ma perché è una convinzione forte. Quella con la Nuova Zelanda è stata una partita che non ha risposto alle nostre aspettative. Sapevamo che non sarebbe stata facile, ma c’era la convinzione di poter vincere. Dobbiamo verificare che c’è un problema complessivo da parte delle più forti squadre europee. C’è una crescita generale nel calcio mondiale, ma noi dobbiamo ancora essere in grado di fare la differenza. Abbiamo e non da questo Mondiale una grande difficoltà di andare in gol e nel momento in cui subisci un gol o non sblocchi la partita subentra un po’ di ansia. Abbiamo provato, ma bisogna fare qualche giocata in più per far gol”.















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